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La potatura del mandorlo in siepe

La Potatura Del Mandorlo In Siepe

La potatura del mandorlo in siepe

Il mandorlo appartiene al genere Prunus , presenta tratti comuni alle altre specie dello stesso genere quali il ciliegio, l’albicocco, il pesco con i quali si può ibridare dando luogo a discendenze fertili.

Per la potatura del mandorlo in siepe pertanto non dobbiamo dimenticare i concetti fondamentali della potatura della frutticoltura moderna, che sono i seguenti:

Possiamo fare una differenza tra POTATURA DI FORMAZIONE (che avviene durante il periodo giovanile ovvero durante la formazione della struttura dell’albero) e POTATURA DI MANTENIMENTO (che avviene durante il periodo produttivo della pianta).

  • Se non si effettua la potatura ad un mandorlo, l’assenza di luce danneggerebbe i rami in ombra lasciando così improduttivi i “mazzetti di maggio” e defogliandolo.
  • Il mandorlo è una specie che richiede molta luce, se si pota adeguatamente riceverà maggiore illuminazione, sarà soggetto a meno malattie e produrrà più idrato di carbonio e assimilati utili all’induzione florale della successiva fioritura.
  • Nel mandorlo esiste una concorrenza di assimilazione tra le foglie e i frutti, se si sviluppa troppo fogliame ci sarà di conseguenza meno produzione di frutti.
FOTO 1. Potatura di formazione di varietà di mandorle guara in formato Smarttree.
Potatura di formazione di varietà di mandorle guara in formato Smarttree.

È altresì molto interessante conoscere gli organi che daranno luogo ai germogli secondo la loro posizione sull’albero:

  1. Gemma apicale : sono le gemme cosiddette a legno, ovvero che non producono frutti ma solo foglie.
  2. Gemma ascellare: danno luogo a foglie e fiori creando diversi tipi di rami (quelli che danno solo foglie e quelli con foglie e fiori). Queste possono essere suddivise – semplificando – in 5 tipi:
  • Ramo di legno: senza fiori, solo foglie.
  • Succhioni: il ramo di legno nasce da un ramo vigoroso generando germogliazione verticale, di grande vigore, con internodi lunghi e senza fiori.
  • Ramo misto: suddiviso tra foglie e fiori.
  • Brindillo: un ramo misto di scarsa lunghezza (<25 cm) in cui predominano i boccioli floreali ma con gemme basali e terminali da legno.
  • Mazzetto di maggio: la grandezza è inferiore al brindillo, tutte le gemme laterali sono fiorali e la lunghezza degli internodi praticamente inesistente.

Le gemme si trovano situate lungo tutto il ramo (ascella) alla base delle foglie con il gambo, da qui il nome di gemme ascellari; le gemme che si trovano all’estremità vengono invece denominate terminali o apicali.

  • Le gemme laterali
  • Sono sempre affiancate da due gemme, una per lato, denominate stipole che sono inizialmente di piccola grandezza; nel caso in cui le stipole sviluppino fiori la grandezza raggiungerà quella della gemma centrale. Le gemme che sviluppano germogli florali si denominano bottoni florali o semplicemente bottoni.
  • Le gemme florali nascono per induzione e iniziazione fiorale dalle gemme laterali della vegetazione in corso. I fiori che appaiono durante la primavera sono il frutto dell’evoluzione delle gemme laterali dei rami dell’estate precedente.

Questa diversa capacità e tendenza delle gemme laterali di sviluppare fiori è una caratteristica propria di ciascuna varietà che varia con l’età e le condizioni esterne (clima e coltivazione).

Normalmente ogni bottone florale dà vita ad un solo fiore, in alcune varietà però esiste una percentuale di bottoni che allo sbocciare danno vita a due fiori, come accade frequentemente nelle varietà Tuono, Guara e poche altre.

La crescita e lo sviluppo annuale delle gemme vegetative dà luogo ai distinti tipi di rami che nascono sull’albero. A seconda delle condizioni della crescita, dell’età dell’albero e della varietà della pianta si possono incontrare i seguenti tipi in rami, in proporzioni diverse.

  • Ramo e ramo misto: sono rami che nascono dallo sviluppo di una gemma vegetativa durante un ciclo annuale di crescita. Si denominano così i rami che raggiungono una lunghezza di 25 cm minimo e che non superano solitamente il metro. Nella maggior parte delle varietà di mandorlo si sviluppano in questi rami le gemme ascellari e laterali di bottoni fiorali;  in questo caso vengono denominati rami misti. Questi rami possono essere portatori di bottoni in tutta la lunghezza o solo in alcune zone determinate. La zona del ramo in cui si produce la maggior parte dei bottoni ogni anno caratterizza le diverse varietà.
  • Brindillo: sono rami simili ai precedenti che per particolari condizioni di crescita, varietà e per la posizione, raggiungono una lunghezza massima di circa 25 cm. Nei brindilli le gemme laterali sviluppano per la maggior parte bottoni florali mentre la gemma terminale è sempre una gemma da legno. Insieme ai mazzetti di maggio che vedremo qui di seguito, i brindilli sono i rami produttori per eccellenza del mandorlo.
  • Mazzetti di Maggio: quando la crescita di un ramo è molto lenta e ridotta si forma un ramo di scarsa lunghezza e internodi molto corti. Le gemme laterali generano praticamente tutte bottoni florali e il loro aspetto al momento della fioritura è molto caratteristico, da qui il nome mazzetto di maggio. La gemma terminale è sempre vegetativa, il che assicura la crescita per il successivo anno.
  • Dardo: sono rami con caratteristiche simili ai mazzetti di maggio ma nei quali non si sono sviluppate le gemme laterali a bottoni. Come in tutti gli altri rami la gemma terminale resta vegetativa. È un tipo di ramificazione che si produce raramente nel mandorlo e quando accade cresce con le stesse caratteristiche per anni.
  • Succhioni: sono rami che nascono in posizioni privilegiate per luce e nutrimento e grazie alle quali raggiungono lunghezze e diametri molto grandi.
  • Germoglio anticipato: a volte quando un ramo è nella fase di crescita veloce anche alcune delle gemme vegetative laterali iniziano a germogliare, nascono quindi rami da gemme di un altro ramo cresciuto precedentemente.
FOTO A SINISTRA Soleta fioritura sul portainnesto Rootpac 20.
Soleta fioritura sul portainnesto Rootpac 20.

Il segreto della potatura sta nell’equilibrio tra le parti legnose che forniranno gli idrati di carbonio necessari ai processi della pianta e la parte florale . I mazzetti di maggio e i brindilli sono i più utili.

Ora che abbiamo esposto le principali informazioni sul mandorlo possiamo parlare della potatura del mandorlo superintensivo.

Affronteremo il tema attraverso 3 piccoli paragrafi: Obiettivo Principale, Dimensioni della Siepe e Protocollo della Potatura o Cimatura:

Obiettivo Principale

Creare una siepe con una rete di rami poco vigorosi (sottili e corti) a tendenza orizzontale per ottenere un elevato numero di rami misti, brindilli e mazzetti di maggio i quali produrranno una grande densità di fiori e frutti per m3 .

Dimensioni della siepe

L’altezza della croce viene definita dal formato della pianta utilizzata (Smarttree®) piantata approssimativamente a 45 cm dal suolo.

Una volta terminata la formazione della siepe, solitamente dopo 3 fioriture, le dimensioni finali dovrebbero essere di circa 2,5m di altezza e 0,80m di larghezza. Queste dimensioni si ottengono non lasciando lasciare zone ombreggiate affinché ci siano, ogni 3cm, rami con la giusta illuminazione, capaci di sviluppare pienamente la fotosintesi per ottenere la migliore induzione fiorale.

Protocollo di potatura o cimatura

Poda superintensivo

POTATURA DI FORMAZIONE

La Smarttree® è una pianta che viene già potata nel vivaio. Una volta piantata bisognerà semplicemente procedere alla cimatura dei rami che hanno raggiunto i 30 cm di lunghezza per frenarne la crescita e dirigerli verso i rami che crescono in verticale e verso quelli che si stanno sviluppando nella direzione della piantagione.

L’albero tende a crescere in forma globosa grazie ai numerosi punti di sviluppo. La crescita in altezza si rallenta rispetto al fusto centrale e lo spazio tra gli alberi si riempie velocemente di vegetazione dato il maggior numero di rami laterali.

Grazie a questo sviluppo minore in altezza il centro di gravità degli alberi è più basso, aumenta così la resistenza al vento.

Al fine di favorire la crescita dei rami si effettuano delle cimature laterali:

  1. Verso l’alto per far crescere in altezza la parte vegetativa;
  2. Lateralmente per chiudere lo spazio tra le piante ed evitare la forma globosa.

Anche le germinazioni verticali si spunteranno ogni 30 cm per evitare che crescano rami molto vigorosi e per favorire la nascita di nuove ramificazioni laterali, le prime spuntature si dovranno effettuare manualmente per evitare che restino rami non tagliati, successivamente si potrà realizzare un topping per favorire la ramificazione e rallentare lo sviluppo verticale.

La potatura laterale è semplice, non richiede un investimento di molte ore per ettaro (1– 1,30) e si può realizzare con la stessa cimatrice a dischi con la quale si effettua il topping.  Tramite questa potatura otteniamo una parete stretta e verticale di vegetazione con una larghezza che andrà dai 50 cm ai 75cm che è la misura massima da considerare per una siepe.

Si realizzano poi delle spuntature laterali su ambo i lati; la periodicità di tali spuntature dipende dalla velocità di crescita che a sua volta dipende dalla varietà, dal terreno, dall’acqua, dai fertilizzanti, etc.

Una volta ottenuta l’altezza della parete produttiva a circa 2,6-2,8 mt possiamo considerare conclusa la fase della formazione; durante la fase produttiva si potrà procedere con la potatura laterale meccanica.

La siepe già formata si caratterizza per non aver alcun tipo di struttura, non esiste infatti nessun fusto centrale predominante.

  1. In seguito alla piantagione, i rametti che derivano dalla croce dalla pianta Smarttree® iniziano a svilupparsi in lunghezza, quando arrivano a circa 20-25 cm si procede alla cimatura accorciandoli a 15-20cm.
  2. Questa attività si deve effettuare manualmente per spuntare ogni germoglio della giusta misura. Se si effettuasse meccanicamente alcuni rami non verrebbero tagliati e resterebbero nella struttura dell’albero crescendo vigorosi come rami da legno e non da frutto.
  3. Dalle gemme che si trovavano nella posizione anteriore nasceranno nuovi rami che arrivati alla lunghezza di 30cm dovranno essere nuovamente tagliati a 20-25 cm. Questo taglio può essere già effettuato meccanicamente con lame; probabilmente non è necessario ancora effettuare la cimatura meccanica anche ai lati della siepe.
  4. A partire da qui si inizierà ad intravedere la forma della siepe che stiamo formando e ogni volta che le branche verticali supereranno i 30 cm dovremo spuntarli per favorire le nuove ramificazioni come ci siamo proposti nel nostro Obiettivo Principale precedentemente illustrato. Raggiungeremo così i 2,5 mt di altezza e gli 0,80mt di larghezza.

Queste cimature si possono praticare in qualsiasi periodo dell’anno poiché l’obiettivo è quello di far crescere rami corti e poco ramificati.

POTATURA DI PRODUZIONE O MANTENIMENTO

Una volta formata la siepe di vegetazione la potatura, durante il periodo produttivo, avrà i seguenti obiettivi:

  • Mantenere una superficie fogliare esposta e attiva per sviluppare il massimo potenziale produttivo;
  • Raggiungere un equilibrio tra crescita vegetativa e produttiva;
  • Facilitare il lavoro delle macchine di raccolta.

Con la potatura va regolata anche la larghezza della siepe fino ad una distanza non superiore ai 30-35 cm per ogni lato del fusto del mandorlo.

Con questo saremo in grado di mantenere le condizioni di illuminazione e aerazione ottimali per creare il microclima più adatto alla fruttificazione, aumentare la resistenza alle malattie, il rinnovamento dei germogli produttivi e il bilancio energetico della piantagione.

Se la larghezza è troppo ampia si creerà progressivamente all’interno della struttura della siepe una struttura invecchiata, poco attiva alla fotosintesi che ridurrebbe l’efficienza produttiva della pianta.

La potatura laterale si realizza annualmente su tutti i lati per mantenere la larghezza di circa 70 cm, si effettua in seguito alla raccolta e prima della caduta delle foglie.

Grazie all’utilizzo del portainnesto Rootpac-20 sarà possibile effettuare un solo intervento di potatura di manutenzione. Il Rootpac-20 infatti permette una crescita di poco vigore nei rami soprattutto una volta superata la fase giovanile (3 foglie) dopo la quale inizia la produzione di mandorle e si arresta quella dei rami di legno.

Tale attività può essere praticata subito dopo il raccolto, in autunno inoltrato, quando gli alberi hanno finito di praticare la fotosintesi e hanno immagazzinato riserve sufficienti per la successiva fioritura, ovvero al momento della caduta delle foglie.

A questo punto è possibile già effettuare la potatura di manutenzione: la delimitazione meccanica del perimetro della siepe (2,5 m di altezza x 0,8 m di larghezza) e l’eliminazione dei rami danneggiati durante la raccolta.

È importante sottolineare il grande vantaggio che le principali varietà di mandorlo presentano ossia quello di produrre gemme fiorali per diversi anni con gli stessi organi produttivi (mazzetti di maggio, brindilli). Una volta esaurita tale capacità produttiva sarà sufficiente un intervento manuale per eliminare i rami esauriti e facilitare così la comparsa di nuovi rami produttivi.

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